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Appuntamenti

Evento 

Titolo:
Villa della Regina
Quando:
 
Dove:
Torino
Categoria:
Residenze sabaude

Descrizione

Orari di apertura
Dal 3 maggio al 29 novembre 2009 Villa della Regina sarà aperta al pubblico la domenica, dalle ore 10 alle 18,30 (ingresso ultimo gruppo alle ore 16.00).
Verranno organizzati 6 gruppi di visita di 25 persone con partenze alle ore 10 - 11 - 12; 14 - 15 - 16.
Gli ingressi delle ore 14, 15 e 16 sono riservati ai gruppi preorganizzati.
 
Modalità di visita 
La visita è accompagnata agli Appartamenti Reali, previa visione di un filmato esplicativo sulla storia della Villa (disponibile anche nella versione con traduzione in L.I.S.), e libera nei Giardini.
L’ingresso è gratuito. 
 
Modalità di prenotazione 
La prenotazione è obbligatoria.
 
Per i visitatori singoli:
- prenotazione telefonica al numero verde 800329329 attivo tutti i giorni dalle 9 alle 18;
- prenotazione diretta presso lo sportello InfoPiemonte, via Garibaldi 2, Torino, aperto tutti i giorni dalle 9 alle 18
 
Per i gruppi preorganizzati: 
- direttamente presso la Soprintendenza per i Beni storici, artistici ed etnoantropologici del Piemonte:
 
 tel. 011/5641717 (dal lunedì al giovedì, ore 9 - 13)
 
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Sede

Villa della ReginaMappa
Sede:
Villa della Regina
Via:
Strada Comunale Santa Margherita 40
Cap:
10131
Città:
Torino
Provincia:
Torino
Paese:
Paese: it

Descrizione

Il complesso di vigna e giardini denominato “Villa della Regina” fu costruito sulla collina torinese dal principe cardinale Maurizio di Savoia, figlio cadetto del duca Carlo Emanuele I. Raffinato e colto committente, il cardinale scelse come modello l’impianto delle ville romane e, fra il 1615 e il 1619, dispose ingenti lavori per realizzare il progetto, tradizionalmente attribuito all’architetto ducale Ascanio Vitozzi.
Dopo la morte del cardinale, nel 1657, la moglie Ludovica di Savoia (sposata nel 1642) investì parte del suo patrimonio per ampliare il fabbricato e i giardini.
Con il passaggio alla duchessa Anna d'Orléans, moglie di Vittorio Amedeo II, per legato testamentario di Ludovica (1692), presero il via ulteriori aggiornamenti in quella che, con l’assunzione del titolo regio da parte dei duchi di Savoia nel 1713, sarà chiamata Villa della Regina: gli ambienti furono arricchiti da volte in stucco, dipinti e arredi ispirati verosimilmente da Filippo Juvarra.
All’architetto regio, negli anni Trenta del Settecento, si affidò il globale rinnovamento degli spazi per la nuova regina Polissena d’Assia-Rheinfels, seconda moglie di Carlo Emanuele III, cui il complesso pervenne alla morte di Anna d’Orléans (1728). L'arredo e le decorazioni, opera dei pittori di corte da Daniel Seyter a Claudio Francesco Beaumont e delle équipes di stuccatori luganesi, furono rinnovati dagli artisti che collaboravano con Juvarra nei cantieri regi della capitale sabauda: Giovanni Battista Crosato, Corrado Giaquinto, Giuseppe Dallamano, Giuseppe Valeriani, insieme alle botteghe di Filippo Minei, Giovanni Francesco Fariano e Pietro Massa.
Dopo la partenza di Juvarra per Madrid (1735), i lavori furono proseguiti e ultimati dall’architetto Giovanni Pietro Baroni di Tavigliano, che dal 1750 fu al servizio della nuova proprietaria della villa, la duchessa Maria Antonia Ferdinanda di Borbone Spagna, moglie del principe ereditario Vittorio Amedeo III. Fino al termine del secolo si ampliarono i fabbricati esistenti e si eressero nuovi edifici di servizio, oltre alle Scuderie e al Corpo di Guardia, 1785, e al Palazzo Chiablese, 1788 circa.
L'unitarietà d’impianto di "vigna", con la villa al centro di giardini all'italiana con padiglioni aulici, grotte, fontane, giochi d'acqua e completata da orti, bosco e vigneto, fu conservata anche con la perdita di funzione di villeggiatura reale e con il passaggio nel 1868, per dono di Vittorio Emanuele II, all'Istituto Nazionale per le Figlie dei Militari Italiani.
Nel corso del Novecento la mancata manutenzione del delicato equilibrio tra le architetture e i giardini, le demolizioni, i danni di guerra e gli interventi impropri compromisero lo straordinario complesso.
L’abbandono seguito alla soppressione dell’Istituto nel 1975 provocò un degrado che portò a una situazione prossima al collasso: l’intera proprietà fu presto dimenticata e cancellata dal panorama cittadino, soffocata dalla vegetazione e resa inagibile per il peggioramento dello stato di conservazione dei fabbricati.
Nel 1994 con la consegna alla Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte è stato avviato il Progetto Generale di restauro e riuso del compendio demaniale, approvato nel 1997.
I complessi interventi di restauro architettonico, storico-artistico e botanico, attuati con fondi statali, di enti e privati (1997-2006), hanno ristabilito la situazione conservativa di edifici e giardini e la stretta connessione del Compendio con la città: Villa della Regina costituisce di nuovo il fondale scenografico di Torino oltre il Po, secondo il progetto sei e settecentesco e, dall’agosto 2006, è aperta al pubblico.