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Arte in Torino

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Categorie Event List

Evento 

Titolo:
Chiesa della Visitazione
Quando:
 
Dove:
Torino
Categoria:
Chiese in Torino 1

Descrizione

Descrizione non disponibile

Sede

Mappa
Sede:
Chiesa della Visitazione
Via:
Via 20 Settembre 23
Cap:
10121
Città:
Torino
Provincia:
Torino
Paese:
Paese: it

Descrizione

Nel 1638 Vittorio Amedeo I e la moglie, Cristina di Francia, donano a santa Giovanna Frémiot di Chantal, fondatrice dell’Ordine della Visitazione, un lotto di terreno ai limiti dell’ampliamento meridionale della città, affinché edificasse anche a Torino un convento del proprio ordine. In occasione della beatificazione di S. Francesco di Sales, avvenuta nel 1662, la chiesa viene riedificata nelle forme attuali per volere delle madri superiori, Maria Teresa di Valperga e Maddalena Elisabetta di Lucinge: tra il 1657 e il 1660 vengono realizzate le opere murarie, l’anno successiva la decorazione interna. Secondo la tradizione, non confermata dalle fonti d’archivio, la paternità del progetto del nuovo edificio è da attribuire all’architetto Francesco Lanfranchi.
La chiesa è sita in uno spazio assai limitato all’angolo tra via XX Settembre e via Arcivescovado, il “crocicchio dei conventi”, a causa della grande quantità di complessi claustrali, progressivamente abbattuti nel corso dell’Ottocento per lasciare posto agli attuali edifici, in gran parte di istituti bancari.
La piccola facciata con frontone triangolare è ornata da stucchi bianchi, realizzati da ignoti maestri luganesi, ed è sovrastata dall’alto tamburo della cupola. Il portone barocco, realizzato tra il 1680 e il 1686 a due battenti con bellissimi pannelli scolpiti, è sovrastato da un timpano curvilineo; al di sopra dell’ingresso si trova l’iscrizione voluta dalle Visitandine nel 1665 celebrante la santificazione di Francesco di Sales.
La pianta dell’edificio è a croce greca, al centro della quale si innalza la cupola, interamente decorata da affreschi settecenteschi attribuiti a Michele Antonio Milocco, e molto ripresi in seguito: essi raffigurano il Paradiso, con angeli e santi, tra i quali anche Francesco di Sales, intorno alla Trinità, mentre nei pennacchi si trovano le raffigurazioni delle quattro virtù cardinali, prudenza, giustizia, fortezza e temperanza; tutto intorno alla base della cupola corre una splendida ringhiera settecentesca in ferro battuto.
Sulla controfacciata trova posto la cantoria con l’organo, la cui cassa è stata realizzata tra il 1680 e il 1686 in legno intagliato e dorato.
Le pareti sono scandite da lesene marmoree dall’alto basamento a intarsio policromo e capitelli dorati di ordine composito, che sostengono la trabeazione e suddividono i muri interni in nicchie, entro le quali sono poste statue di santi, riconoscibili da un motto, realizzati in stucco e modellate da un certo “Cicero luganese”; alla base di ogni statua trova posto una tavoletta nella quale sono raffigurati momenti della vita di san Francesco di Sales e di santa Giovanna di Chantal, attribuite secondo la tradizione al pittore torinese Giovanni Sacchetti.
Delle due cappelle laterali, la più importante dal punto di vista artistico è senza dubbio quella dedicata a san Francesco di Sales, a sinistra entrando. Edificata tra il 1686 e il 1689, è stata in seguito rimaneggiata dagli interventi di Filippo Juvarra, che ha disegnato l’altare commissionato dal conte Turinetti di Pertengo: splendido è soprattutto il frontone in marmi policromi e i puttini in marmo bianco che sostengono le insegne episcopali del santo. Al centro della macchina, trova posto una tela, seminascosta da un drappo e attribuita al cuneese Alessandro Trono, che rappresenta Giovanna di Chantal nell’atto di ricevere la regola da san Francesco di Sales.
Il presbiterio è chiuso dall’imponente altar maggiore, in marmi policromi e colonne tortili in marmo nero, che in origine, stando alle fonti, racchiudevano le statue di san Francesco di Sales e sant’Agostino, scomparse in epoca napoleonica, quando l’altare venne persino smontato per essere portato in Francia. Il progetto di questa macchina è forse di Carlo Emanuele Lanfranchi, ed è stato realizzato nel 1689 dai piccapietre luganesi Busso, che, coerentemente col progetto, utilizzano gli stessi tipi di marmo anche per il pavimento. Al centro, spicca la tela raffigurante la Visitazione, opera di Luigi Vanier, che affresca pure la volta del presbiterio con angeli musicanti; coevo all’altare è il pulpito in legno dorato.
A sinistra del presbiterio, si trova quello che viene considerato il nucleo originario della chiesa, riutilizzato dalle sorelle come loro coro, e sotto il quale si trovava il loro sepolcreto, utilizzato anche per alcune principesse sabaude del ramo dei Carignano. Gli affreschi ottocenteschi della volta e i quattro profeti sono opera di Paolo Emilio Morgari. In origine, nel coro delle monache era allestito il gruppo del Calvario realizzato dallo scultore ligneo Carlo Giuseppe Plura e dipinte da Claudio Francesco Beaumont: messe in salvo dalle sorelle stesse in età napoleonica, sono attualmente custodite nel loro convento a Moncalieri.

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