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Arte in Torino

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Evento 

Titolo:
Chiesa della Santissima Trinità
Quando:
 
Dove:
Torino
Categoria:
Chiese in Torino 1

Descrizione

Descrizione non disponibile

Sede

Mappa
Sede:
Chiesa della Santissima Trinità
Via:
Via Via Garibaldi, 6
Cap:
10122
Città:
Torino
Provincia:
Torino
Paese:
Paese: it

Descrizione

 
La Confraternita della Santissima Trinità nasce nel 1557 per promuovere opere di misericordia e l’assistenza a pellegrini e a convalescenti.
Le fonti ci riportano una lunga ricerca della sede adatta, individuata a fine Cinquecento nella medievale chiesa di sant’Agnese. Tale edificio risulta però piuttosto malandato: per questo motivo, la Confraternita, tra i soci della quale si annoverano noti e facoltosi cittadini torinesi, preferisce abbattere il vecchio edificio del XII secolo per edificarne uno totalmente nuovo, il cui progetto venne affidato al confratello Ascanio Vitozzi. L’architetto ducale, in quel momento impegnato anche in altri progetti di committenza sabauda, progetta l’intero edificio secondo la simbologia della Trinità: tre ingressi, tre altari laterali, tre cupole sovrapposte.
Anche se incompleta e mancante di buona parte della decorazione interna, la chiesa viene aperta al pubblico già nel 1606, ma nel corso del Seicento, furono numerosi i rallentamenti, causati prima di tutto dalle continue guerre. Si pensi che la cupola viene terminata nel 1661, mentre solo alla fine del secolo si provvede alla realizzazione dell’altar maggiore.
Il Settecento è, anche in questo edificio, concretato prima di tutto dall’architetto di corte Filippo Juvarra. Egli progetta il rivestimento interno, iniziato nel 1718 e realizzato in marmi policromi, e l’altare di destra, progettato nel 1734 e dedicato, come ci mostra la tela al centro della macchina, a santo Stefano e santa Agnese, la titolare del preeistente edificio.
Nel 1739 il conte Agliaudi di Tavigliano, allievo di Juvarra, progetta la splendida sacrestia, un piccolo gioiello del barocco piemontese, all’interno della quale si conserva il pregevole affresco della volta, attribuito a Caludio Francesco Beaumont, e raffigurante Il sacrificio di Melchisedec.
Nel 1818, si inizia il restauro per riportare la chiesa alla bellezza del periodo prenapoleonico. I lavori interessano anche la facciata, sostituita nel 1830 da quella attuale, in stile neoclassico, alla cui sommità si trova un timpano triangolare raffigurante l’Incoronazione di Maria. I restauri, però interessano anche gli interni dell’edificio: nel 1846 la cupola viene restaurata, e interamente affrescata da Luigi Vacca e Francesco Gonin.
L’interno è a pianta circolare, con un ampio vestibolo all’ingresso; tre porte mettono in comunicazione il vano centrale con l’esterno: una verso la facciata, una verso la sacrestia, una verso via XX Settembre.
All’interno della decorazione juvarriana, spiccano l’altare sinistro, commissionato negli anni Trenta del Seicento a Carlo di Castellamonte da Silvestro Monteoliveto, con al centro l’immagine della Madonna del Popolo, assai molto venerata nel XVII secolo, e l’altar maggiore, iniziato nel 1700 su disegno del luganese Francesco Aprile. Il baldacchino in marmo nero sorretto dalle colonne in marmo rosa poco ci mostrano dell’altare originario, distrutto dal bombardamento del 13 luglio 1943 insieme alle quattro splendide statue lignee realizzate da Ignazio Perucca, che raffiguravano i quattro dottori della Chiesa. In seguito ai restauri postbellici, al centro della macchina d’altare è stato allestito il settecentesco crocifisso ligneo.

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